Un po’ di lingua e di cultura italiana al giorno… per 300 giorni di scuola

23 novembre

Lo Chef consiglia …

I Cavallucci, i dolcetti annuali di Ancona, nelle MARCHE

Ingredienti

Per il ripieno

  • 300 g di vino cotto
  • 100 g di noci sgusciate
  • 100 g di mandorle sgusciate
  • 100 g di nocciole sgusciate
  • 25 g di uvetta
  • 25 g di fichi secchi
  • alchermes
  • 50 g di cacao in polvere
  • buccia grattugiata di un’arancia
  • 3 tazzine di caffè
  • 50 g di mollica di pane

 

Per la sfoglia

  • 1 kg di farina
  • 200 g di zucchero
  • 2 bicchieri di olio
  • 1 bustina di vanillina
  • mezza bustina di lievito
  • vino bianco con lo zucchero

 

Per decorare

  • zucchero a velo
  • zucchero semolato
  • alchermes q.b.

Preparazione
Preparare il ripieno
Mettere a bagno l’uvetta e i fichi secchi in acqua tiepida.
In una ciotola, tritare le noci, le mandorle e le nocciole e unirvi tutti gli ingredienti del ripieno.
Mescolare il tutto e lasciare riposare in frigo.

 

Preparare la sfoglia
Per preparare la pasta, lavorare gli ingredienti in una ciotola, aiutandosi con un robot da cucina.
Dopo una decina di minuti, stenderlo con il mattarello, ricavando dei rettangoli alti qualche millimetro.

Con un cucchiaio, disporre l’impasto per la farcitura sopra ogni rettangolo.
Chiudere bene i bordi e piegarli, dandogli la forma di un cavalluccio. Con la forchetta, premere sulle estremità del rettangolo.

 

Decorare
Infornare a 180° per circa 25 minuti; non appena sfornati, bagnarli con l’alchermes e spolverizzarli di zucchero.

A proposito di …

Sulla tavola delle famiglie delle MARCHE non manca mai il Lonzino di Fico …

Il lonzino di fico, è una specie di salame dolce, preparato con i fichi secchi.
Nelle campagne delle Marche, i fichi venivano coltivati in abbondanza e il metodo migliore per conservarli era l’essiccatura.
Il lonzino quindi, si prepara macinando i fichi e impastandoli con anic, mandorle e noci.
L’impasto viene avvolto in foglie di fico e legato con un filo di lana.

Solitamente viene servito a fine pasto, tagliato a fette accompagnandolo a del formaggio stagionato.

Andiamo a …

Visitiamo ANCONA, città delle MARCHE

Ancona è stata fondatacirca 2500 anni fa da coloni greci sul promontorio del Conero, unica sporgenza della costa Adriatica centrale e per questo sede di un porto naturale. Per la sua posizione strategica molti hanno tentato di conquistarla ma Ancona si è sempre difesa affermando con forza la propria indipendenza. Il suo porto era al centro delle rotte commerciali verso l’Oriente. Quando nel Cinquecento con la scoperta dell’America le rotte mercantili più importanti si spostano verso l’Atlantico, per Ancona comincia un periodo di declino economico che la porta alla perdita della libertà all’annessione allo stato pontificio. A ricordo della fine della Repubblica di Ancona c’è la Cittadella, il forte fatto costruire da papa Clemente VII, i cui cannoni non sono rivolti al mare contro i Turchi, ma contro la città. La ripresa avverrà solo nel Settecento con l’ampliamento del porto. La storia della città resta legata a quella dello Stato Pontificio fino alla metà dell’Ottocento, quando Ancona entra a far parte del Regno d’Italia. Nel Novecento, proprio per la presenza del Porto, la città subisce pesanti bombardamenti durante la prima e la seconda guerra mondiale. Malgrado le pesanti distruzioni restano ancora i monumenti più importanti della storia della città: l’Anfiteatro Romano ai piedi del colle su cui sorge la città, l’arco di Traiano, posto sul molo, il duomo di san Ciriaco sulla sommità del promontorio.   Al Medioevo appartengono il Palazzo del Senato e la Loggia dei Mercanti. Al Cinquecento risalgono la Cittadella e l’imponente Palazzo Ferretti.A questi monumenti si aggiunge l’opera geniale del Vanvitelli che nel Settecento costruisce nel porto il Lazzaretto, un’isola artificiale su cui sorge un edificio destinato a viaggiatori e merci in quarantena.

Visitiamo …

Esplorate il sito della Valle della Corte, nelle MARCHE

Il Sito d’interesse comunitario “Valle della Corte” si estende per 1814 ettari all’interno del Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga nel comune di Acquasanta Terme. La zona è completamente ricoperta da boschi di faggio, con un nucleo di abetina ad abete bianco ormai raro e alcune radure un tempo usate per il pascolo. Nel sottobosco sono presenti alcune specie di orchidee, a diffusione molto limitata in tutto l’Appennino. La valle ha una ricca fauna tipica dei boschi appenninici.  Tra i predatori sono da segnalare il lupo e l’aquila reale. Ci sono anche diverse specie di falchi e il raro picchio dorsobianco.

VOCABOLARIO GENERALE
VOCABOLARIO CUCINA