Un po’ di lingua e di cultura italiana al giorno… per 300 giorni di scuola

23 maggio

Lo Chef consiglia …

Come resistere ai krapfen di Bogliasco, in LIGURIA?

Ingredienti

  • 500 gr farina Manitoba
  • 500 ml latte
  • 100 gr burro
  • 100 gr zucchero
  • 50 gr lievito di birra
  • 6 tuorli d’uovo
  • 1 limone non trattato
  • confettura di albicocche
  • olio
  • sale
  • zucchero a velo

Preparazione
Far sciogliere il burro a bagnomaria.
Sciogliere il lievito in mezzo bicchiere di latte tiepido, aggiungere circa 50 gr di farina e lasciare lievitare in una ciotola coperta e in un luogo tiepido.

Montare i tuorli con lo zucchero, fino ad ottenere composto spumoso, quindi unire il burro fuso e mescolare.
Grattugiare la scorza di limone. Aggiungere al comporto spumoso la massa lievitata e mescolare, poi unire il resto della farina, un pizzico di sale e la scorza di limone.
Lasciare lievitare un’altra ora in un luogo tiepido fino a far raddoppiare la pasta.

Impastarla di nuovo, e stenderla con un mattarello in una sfoglia non troppo sottile.

Con un bicchiere ritagliare dei cerchi di pasta: al suo interno, mettere un cucchiaino di marmellata e sovrapporre un altro disco di pasta, sigillando i bordi con le dita.

Spolverizzare con un velo di farina i krapfen e lasciar riposare e lievitare un’altra ora.

Scaldare l’olio e friggere i krapfen finché non saranno ben dorati da entrambe le parti, raccoglierli e farli scolare su carta assorbente.

Spolverizzare di zucchero a velo prima di servirli.

A proposito di …

Sono veramente golose le castagne essicate della LIGURIA

In diverse zone dell’entroterra ligure, la castagna ha sostituito per anni il grano, impiegandola in cucina per pane, pasta e zuppe di latte.

Le castagne secche sono prodotte in Liguria: vengono raccolte a mano e lasciate essiccare su un fuoco di legno di castagno.
Una volta pronte, vengono sbucciate e selezionate, per poi essere messe in vendita.

Andiamo a …

Visitiamo BOGLIASCO, città della LIGURIA

Bogliasco è un comune in Provincia di Genova, situato sul mare nella Riviera di Levante allo sbocco del torrente dello stesso nome. E’ molto vicino alla città di Genova ed è il primo centro abitato uscendo dalla grande città. Bogliasco ha sulle alture alle sue spalle coltivazioni di viti e di olivo che danno un contributo valido all’economia della città, ma la base economica fondamentale della città è il turismo balneare estivo. Bogliasco era abitata all’epoca dei Romani ed aveva la sua importanza perché posta lungo la via che da Roma conduceva in Gallia e in Spagna. Nel Medioevo rimane sotto il dominio dei Longobardi dei Franchi e subisce gli assalti dei pirati saraceni. La prima notizia di Bogliasco compare in un documento del 1182. La città partecipa a tutte le guerre di Genova e le dà sempre un contributo di omini e mezzi alle battaglie navali del capoluogo.  Nei secoli successivi segue le vicende politiche di tutta la Liguria. I monumenti di maggior pregio sono il Santuario della Nostra Signora delle Grazie, la Chiesa di San Bernardo e il Castello.

Visitiamo …

Un salto nel verde Parco Aveto si può fare solo in LIGURIA

Il Parco dell’Aveto, situato nell’entroterra del golfo del Tigullio, tutela una delle zone più belle e significative dell’Appennino Ligure. Il territorio protetto, poco più di 3000 ettari, interessa tre valli: la Val d’Aveto, la Val Graveglia e la Valle Sturla.
La Val d’Aveto è un ambiente di alta montagna circondata da cime montuose che la proteggono da influenze esterne e la isolano dai territori circostanti. È ricoperta da pascoli e grandi faggete.
La Val Graveglia ha un paesaggio caratterizzato da uliveti e vigneti che si alternano a cave e miniere.
La Valle Sturla è una tipica valle ligure, che dai mille e più metri di quota scende precipitosamente verso il mare, dapprima tra pascoli e castagneti, poi tra noccioleti, orti e uliveti.
L’aspetto attuale delle valli è il risultato di un lungo lavoro di trasformazione dell’ambiente da parte dell’uomo, che non ha, però, distrutto l’equilibrio del territorio come testimoniano i numerosi alberi monumentali sparsi nel parco. Tra gli aspetti della flora più interessanti ci sono alcune piante di tipo alpino che sono giunte sull’Appennino durante le glaciazioni e sono sopravvissute in alcune località. Tra queste troviamo la pulsatilla, la soldanella,l’astro alpino e la pinguicola, una pianta carnivora tipica delle aree umide. Va inoltre segnalato uno straordinario bosco di bosso unico nel suo genere.
La grande varietà di ambienti che si trova all’interno del Parco ha favorito anche la conservazione di una fauna ricca e pregiata. Le presenze più importante sono sicuramente quelle del lupo e del caprioloche in tempi recenti sono ritornato nelle valli del Parco con alcuni individui. Sono presenti anche cinghiali, volpi, faine, scoiattoli in gran numero. È inoltre presente un nutrito branco di cavalli rinselvatichiti. Tra gli uccelli quelli di maggior rilievo sono i rapaci l’aquila reale, l’astore, il biancone, il gheppio e la poiana.

VOCABOLARIO GENERALE
VOCABOLARIO CUCINA