Un po’ di lingua e di cultura italiana al giorno… per 300 giorni di scuola

12 febbraio

Lo Chef consiglia …

Come si può resistere alla crostata cioccolato e mascarpone della LOMBARDIA? …

Ingredienti

per la frolla

  • 125 di burro
  • 250 g di farina 00
  • 100 g di zucchero a velo
  • 2 tuorli
  • Scorza grattugiata di un’arancia
  • 1 pizzico di sale fino

per il ripieno

  • 250 g di mascarpone
  • 400 g di ricotta
  • 2 tuorli
  • 150 g di zucchero
  • 10 g di fecola di patate
  • 80 g di gocce di cioccolato
  • Scorza grattugiata di un’arancia
  • 1 pizzico di cannella

Preparazione
In un mixer, mettere la farina, un pizzico di sale e aggiungere il burro tagliato a pezzi; frullare il tutto fino ad ottenere un composto molto farinoso come la sabbia.
Su una spianatoia versare lo zucchero a velo a fontana e grattugiare nel centro la scorza dell’arancia.
Aggiungere anche i tuorli e infine la sabbiatura; impastare il tutto velocemente.
Formare un panetto liscio ed omogeneo, appiattirlo leggermente e avvolgetelo nella pellicola trasparente, ponendolo in frigorifero a riposare per almeno 30 minuti in modo da far ben rassodare la pasta frolla.

Nel frattempo preparare la crema: in una ciotola setacciare la ricotta e aggiungere lo zucchero, azionare le fruste elettriche, poi aggiungere i tuorli, la fecola di patate, la scorza di arancia e la cannella.
Amalgamare bene il tutto e unirvi il mascarpone, finché non verrà completamente assorbito dalla crema.

Stendere la pasta frolla e foderare una tortiera; con la pasta avanzata, ricavare delle strisce larghe 2 cm.

Aggiungere alla crema le gocce di cioccolato e versare il tutto nella tortiera. Disporre le strisce, incrociandole, sulla crostata.
Con gli albumi avanzati, spennellare la superficie del dolce; infornare la crostata a 180° per 45 minuti, dopodiché aprire il forno, coprire la superficie con un foglio di carta d’alluminio e continuare la cottura per altri 20 minuti.

Una volta sfornata, lasciare raffreddare la torta e infine servire la crostata, spolverizzando con dello zucchero a velo.

A proposito di …

Il verzino è un salume protagonista di molte ricette della LOMBARDIA

Il verzino è un salume fresco a base di carni di maiale. Viene prodotto con carne e grasso di suino macinati insieme a cui vengono aggiunti sale, pepe e spezie.
Sono di consistenza morbida e hanno un sapore dolce e speziato; la pasta è di color rosa chiaro, lunghi 5-6 centimetri e vengono consumati esclusivamente dopo averli cotti.

Il loro nome deriva dal fatto che si accompagnano alla verza, per preparare la “cassoeula”, il tipico piatto lombardo.

Andiamo a …

Visitiamo CUGGIONO, tranquilla città della LOMBARDIA

Cuggiono è un piccolo comune della Provincia di Milano e fa parte del Parco del Ticino. E’ un piccolo centro che si è sempre dedicato all’attività agricola ed ancora oggi essa sta alla base della sua economia con coltivazioni di mais, di frumento e con allevamenti animali molto diffusi. Nel passato vi erano diversi stabilimenti tessili che ora cercano una riconversione. Sono stati fatte scoperte archeologiche che dimostrano gli antichi insediamenti umani sia preistorici sia dell’epoca romana. La vicenda storica di Cuggiono si lega a quella della famiglia Crivelli che diventa per lunghi periodi feudataria del suo territorio. Un’altra famiglia che tiene il controllo della città è quella dei Clerici che lo conservano fino al 1768. I monumenti più validi della città sono la Chiesa di San Giorgio, la Chiesa di San Rocco, Villa Annoni e Villa Clerici.

Visitiamo …

In LOMBARDIA, visitiamo il Parco regionale Ticino Lombardo …

Il parco naturale lombardo della Valle del Ticino, istituito il 9 gennaio 1974, è il più antico parco regionale d’Italia. Nasce in un’are intensamente abitata, per difendere il fiume e i numerosi ambienti naturali della Valle del Ticino dagli attacchi dell’industrializzazione incontrollata.  È situato lungo la riva lombarda del fiume Ticino nel tratto compreso tra il Lago Maggiore ed il Po. Il paesaggio del Parco del Ticino è fortemente caratterizzato dal fiume e dalla sua valle, dalle tracce di antichi sistemi di controllo e utilizzo delle acque sia del fiume e dai tanti fontanili presenti nella pianura. Il fiume Ticino scorre in un primo tratto incassato in gole profonde poi il letto si allarga e presenta numerose isole ghiaiose e sabbiose che lo dividono in rami e canali. Negli ultimi venti chilometri il fiume torna a corso unico, con sponde ben definite. Il fiume alimenta una rete di fossi e canali, come i Navigli, creati per irrigare i campi. Da un punto di vista naturalistico sono presenti tre tipi di ambiente: i campi aperti, le foreste che sono l’ultima e la più vasta aree di foresta della Pianura Padana, e le aree umide, che comprendono le fasce laterali del fiume, allagate periodicamente dalle inondazioni, le risaie e i prati da fieno  che sfruttano l’acqua delle resorgive. Nei boschi vivono stabilmente i piccoli predatori (volpe, tasso faina e donnola) che regolano l’equilibrio biologico.  Nelle zone umide sono presenti importanti colonie di aironi cicogne, gru e cormorani.

VOCABOLARIO GENERALE
VOCABOLARIO CUCINA