Un po’ di lingua e di cultura italiana al giorno… per 300 giorni di scuola

6 giugno

Lo Chef consiglia …

I testatori sono un ottimo primo piatto della TOSCANA

Ingredienti

  • 250 g di farina
  • 3 cucchiaio di pecorino
  • basilico
  • 6 gherigli di noce
  • 1 cucchiaio di pinoli
  • 2 cucchiai di grana
  • 2 spicchi di aglio
  • mentuccia
  • prezzemolo
  • olio di oliva extravergine
  • sale

Preparazione
Setacciare la farina, unire una presa di sale e raccoglierla in una ciotola, poi versare 4 dl di acqua e mescolare con una frusta fino a ottenere una pastella consistente ma fluida.
Aggiungere due cucchiai di olio extravergine d’oliva e continuare a mescolare.

Ungere, con mezza patata passata nell’olio, una padella antiaderente e scaldarla bene sul fornello.

Ora cuocere la pastella. Prendere un mestolino di pastella, versarla al centro del tegame e stenderla su tutta la superficie fino a ottenere uno strato dello spessore di circa 2 o 3 mm.
Non appena la crespella si sarà dorata e condensata, girarla dall’altro lato e aspettare che sia pronta.

Man mano che i testaroli saranno cotti, appoggiarli su un tagliere, poi sovrapporne un paio insieme e tagliarle con una rotella tagliapasta a losanghe irregolari.

Mettere sul fuoco una pentola con abbondante acqua salata e aspettare che inizi a bollire.

Nel frattempo, preparare il pesto, raccogliendo nel mortaio o nel mixer il basilico, la mentuccia, il prezzemolo, l’aglio, le noci e i pinoli con un pizzico di sale.
Schiacciare il tutto, aggiungendo l’olio fino a ottenere una salsina sufficientemente cremosa, poi unire i formaggi grattugiati.

Infine tuffare i testaroli nell’acqua bollente, mescolare delicatamente con un mestolo forato e scolarli non appena vengono a galla.
Trasferirli in una terrina e condirli a strati con il pesto diluito con almeno due cucchiai di acqua di cottura, prima di servirli.

A proposito di …

L’amaretto santacrocese è tipico della tradizione TOSCANA

L’amaretto Santacrocese è un biscotto secco, di forma triangolare, prodotto esclusivamente con farina di mandorle, zucchero e uova.
è un tipico pasticcino di fine pasto, che si sposa perfettamente con il vinsanto toscano.

Ogni anno se ne producono circa 4 quintali e la vendita avviene solo in zona, nei ristoranti o nei piccoli negozi.

La sua storia è molto antica: nel 1800, il convento di Santa Croce sull’Arno, ospitava le giovani figlie di alcune nobili famiglie siciliane. Durante le feste, ricevevano dalle loro famiglie, pacchi di frutta secca, specialmente mandorle; le monache decisero così di impiegarle preparando dei dolci da donare ai benefattori del convento.
I biscotti vennero talmente apprezzati che cominciarono a produrli anche per destinarli alla vendita.

Andiamo a …

Visitiamo EMPOLI, città della TOSCANA

Empoli è un comune in Provincia di Firenze, situato sul Fiume Arno, non lontano dalla confluenza di questo con il Fiume Elsa. Empoli è sempre stata una città importante per l’agricoltura ed ancora oggi le sue produzioni ortofrutticole sono significative. Ma notevoli sono le attività industriali legate alla produzione agricola, al settore tessile e alle vetrerie. Empoli anche nel mondo antico aveva un ruolo importante per la produzione agricola e per il commercio sul fiume Arno. Al centro di molte vie di comunicazioni anche nel Medioevo svolge un ruolo strategico, si fortifica con un castello e con mura difensive e diventa feudo della potente famiglia dei Conti Guidi. Ad Empoli nel 1260 si tiene il Congresso dei Ghibellini dopo la loro vittoria nella battaglia di Montaperti e riesce sempre a difendersi dagli assalti nemici per i sui poderosi sistemi difensivi. Diventa possesso di Firenze e ne segue tutte le vicende politiche fino all’Unità d’Italia. Luoghi di importanza artistica sono la Collegiata di Sant’Andrea, Palazzo Ghibellino, Le Mura, le Porte e le Torri della città.

Visitiamo …

In TOSCANA andiamo a vedere la bella Riserva del Lago di Montepulciano …

Il lago di Montepulciano si trova nella val di Chiana senese.Il lago è alimentato dal canale della Chiana ed è collegato al lago di Chiusi. È un residuo della vasta palude che ha occupato in passato gran parte della Val di Chiana e rappresenta oggi una delle più importanti zone umide dell’Italia centrale. La vegetazione è formata in gran parte da canneti a cui si mescolano la ninfea, ilcrescione di Chianae due rare specie di felci d’acqua. Le praterie umide ai bordi del canneto ospitano la rara orchidea palustre. La Riserva Naturale si colloca lungo la via migratoria seguita dagli uccelli che si spostano stagionalmente verso l’Africa e offre un buon punto di sosta e nidificazione. Ci arrivano dall’Europa settentrionale e orientale molte specie di anatre tra cui la moretta tabaccata considerata a rischio di estinzione.Fra le specie nidificanti è compreso il tarabuso, un airone particolarmente raro ( in Italia cene sono circa 20-30 coppie) che costruisce il proprio nido all’interno del canneto, come fanno il più piccolo tarabusino e l’airone rosso.
Fra le specie presenti tutto l’anno al lago di Montepulciano è da segnalare lo svassomaggiore, a cui si aggiungono il martin pescatore, la gallinella d’acqua e la folaga.

VOCABOLARIO GENERALE
VOCABOLARIO CUCINA